Molecola del Mese
di David Goodsell
trad di Mauro Tonellato

Enoil-CoA
carbossilasi/reduttasi



Molecola del mese di marzo 2025
Enzimi che possono fissare il carbonio in modo rapido ed efficiente

Introduzione
La fissazione del carbonio è un processo biologico cruciale che trasforma l'anidride carbonica (CO2), una molecola abbondante ma biologicamente inaccessibile, in composti organici come gli zuccheri. La maggior parte della fissazione del carbonio è realizzata da piante e alghe attraverso l'enzima Rubisco. La Rubisco, tuttavia, è un enzima relativamente lento e inefficiente (mdm 9-2000 e 9-2024). Questa inefficienza ha guidato adattamenti evolutivi in alghe e piante, come la produzione di grandi quantità di Rubisco e il suo stoccaggio in organelli specializzati (ad esempio, pirenoidi e cloroplasti). L'inefficienza della Rubisco è, in gran parte, dovuta all'affinità sia per la CO2 sia per l'ossigeno molecolare O2, entrambi presenti ad alte concentrazioni nell'atmosfera terrestre. Nonostante vari tentativi di laboratorio per migliorare l'efficienza della Rubisco, miglioramenti significativi rimangono elusivi. La fissazione del carbonio, tuttavia, non è esclusiva di piante e alghe. Alcuni batteri e archaea hanno sviluppato vie alternative di fissazione del carbonio che non si basano sulla Rubisco. Lo studio di questi sistemi può fornire informazioni su come potremmo progettare sistemi sintetici per catturare e fissare l'anidride carbonica dalla nostra atmosfera, un passo importante verso la riduzione della CO2 atmosferica.

Un modo più efficiente per fissare il carbonio
Una famiglia di enzimi scoperta relativamente di recente, nota come enoil-CoA carbossilasi/reduttasi (ECR), che può essere trovata in alcune specie di batteri e archaea, è in grado di catalizzare la fissazione del carbonio a velocità eccezionalmente elevate. Una ECR di un batterio del suolo chiamato Kitasatospora setae (PDB 6OWE) è mostrata qui sopra. A differenza della Rubisco, le ECR non accettano O2 come substrato, evitando così la possibile competizione con la CO2. Sorprendentemente, si è scoperto che le ECR superano la Rubisco fino a 10 volte in termini di velocità di reazione. Recenti studi strutturali hanno dimostrato che le ECR funzionano come omotetrameri, cioè sono formate da quattro subunutà, ciascuna delle quali può legarsi ad una molecola di CO2, al NADPH (un cofattore riducente) e ad una molecola di substrato (enoil-CoA). Durante la fissazione del carbonio, uno ione idruro (H-) viene trasferito dal NADPH alla molecola di substrato. Questo passaggio rende il substrato altamente reattivo, permettendogli di reagire con l'anidride carbonica legata per formare un nuovo prodotto (un estere alchil-CoA).

Sincronizzazione enzimatica
Come si spiega l'impressionante velocità ed efficienza delle ECR nella fissazione del carbonio? Recenti studi hanno scoperto un meccanismo di sincronizzazione unico che facilita la catalisi rapida. L'ECR tetramerico adotta una configurazione a "coppia di dimeri", in cui ciascuna subunità forma un dimero con la subunità vicina, e i due dimeri si assemblano in una geometria a forma di "X". Questa speciale disposizione consente un'azione coordinata durante il ciclo catalitico. Nello stato iniziale vuoto (PDB 6NA3), l'enzima è simmetrico, ma dopo il legame con NADPH (mostrato in arancione qui sotto), il tetramero subisce un cambiamento conformazionale (PDB 6NA6). Una subunità di ciascun dimero si chiude in modo coordinato, posizionando con precisione il substrato (mostrato in giallo), NADPH e l'anidride carbonica (non mostrata) in stretta prossimità per la fissazione del carbonio (PDB 6NA4). Una volta che la reazione è completa, le subunità si riaprono per rilasciare il prodotto. Questo evento di rilascio innesca la chiusura della subunità partner all'interno del dimero, iniziando il successivo ciclo di catalisi.
La commutazione sincronizzata tra stati aperti e chiusi è accoppiata a un movimento di torsione del complesso enzimatico, che si pensa migliori il legame del substrato e/o il rilascio del prodotto. Si ritiene che la rapida e accoppiata sincronizzazione delle subunità dell'ECR sia un fattore chiave che contribuisce a prestazioni superiori rispetto alla Rubisco.

Esplorando la struttura
Uno sguardo più da vicino alla fissazione del carbonio.

Nell'immagine qui a fianco, si vedono, in sequenza, le strutture delle tre diverse conformazioni di ECR discusse sopra (vuota, con NADPH, e con NADPH più substrato enoil-CoA).
Sono evidenziati in magenta gli amminoacidi coinvolti nel legame dell'anidride carbonica e in verde quelli coinvolti nel coordinamento della sincronizzazione enzimatica.
Nella figura qui sotto è mostrato l'enzima ECR legato al NADPH (PDB 6NA6) rappresentato con Chimera (un programma freeware di modellistica molecolare).



















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Spunti per ulteriori esplorazioni
La Rubisco, considerata uno degli enzimi più abbondanti del pianeta, è utilizzata da piante e alghe per fissare l'anidride carbonica.
I cianobatteri utilizzano anche la Rubisco, immagazzinando più copie dell'enzima in un organello chiamato carbossisoma (mdm 9-2024): qui puoi leggere di più su questo e altri meccanismi di cattura del carbonio
Questo studio ha sfruttato tecniche di cristallografia time-resolved, che sono state utilizzate anche per studiare altri enzimi che catalizzano rapidamente le reazioni, compresi gli studi sulle proteine attivabili dalla luce (mdm 3/2017).

Bibliografia
6OWE: Stoffel GMM, Saez DA, DeMirci H, Vögeli B, Rao Y, Zarzycki J, Yoshikuni Y, Wakatsuki S, Vöhringer-Martinez E, Erb TJ. (2019) Four amino acids define the CO2 binding pocket of enoyl-CoA carboxylases/reductases. Proc Natl Acad Sci U S A. 2019 Jul 9;116(28):13964-13969.
6NA3, 6NA4, 6NA5, 6NA6: DeMirci H, Rao Y, Stoffel GM, Vögeli B, Schell K, Gomez A, Batyuk A, Gati C, Sierra RG, Hunter MS, Dao EH, Ciftci HI, Hayes B, Poitevin F, Li PN, Kaur M, Tono K, Saez DA, Deutsch S, Yoshikuni Y, Grubmüller H, Erb TJ, Vöhringer-Martinez E, Wakatsuki S. (2022) Intersubunit Coupling Enables Fast CO2-Fixation by Reductive Carboxylases. ACS Cent Sci. 2022 Aug 24;8(8):1091-1101.
Schwander T, Schada von Borzyskowski L, Burgener S, Cortina NS, Erb TJ.(2016) A synthetic pathway for the fixation of carbon dioxide in vitro. Science. Nov 18;354(6314):900-904.

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